The importance of being Wilde

 

Oscar Wilde

Já assegurou lugar no panteão romano.

Do Osservatore Romano (linque indisponível para o artigo):

“Non solo un anticonformista che amava stupire la conservatrice societa’ dell’Inghilterra vittoriana, ma anche un lucido analizzatore della modernita’ con i suoi aspetti positivi e soprattutto inquietanti; non solo l’esteta, il cantore dell’effimero, il brillante protagonista dei salotti londinesi, ma anche un uomo che dietro la maschera dell’amoralita’ si interrogava e invitava a porsi il problema di cio’ che fosse giusto o sbagliato, vero o falso, persino nelle sue principali commedie degli equivoci (come L’importanza di chiamarsi Ernesto); un uomo scomodo e urticante che preferi’ sempre la saggezza ai luoghi comuni combattendo tenacemente contro le false certezze del suo tempo (‘le cose di cui si e’ assolutamente certi non sono mai vere’)
Il cammino esistenziale di Oscar Wilde puo’ anche essere visto come un lungo e difficile cammino verso quella ‘terra promessa’ che da’ il senso all’esistere, un cammino che storicamente lo ha portato alla conversione al cattolicesimo, una religione che, diceva in uno dei piu’ acuti e paradossali aforismi, ‘era solo per i santi e i peccatori. Per le persone rispettabili va benissimo anche quella anglicana”
Wilde fu dunque un uomo costantemente in ricerca del Bello e del Buono, ma anche di quel Dio che non aveva peraltro mai avversato, che aveva forse elegantemente rispettato, ma dal quale si fece pienamente abbracciare dopo l’esperienza drammatica del carcere, per arrivare a chiudere il suo itinerario umano in comunione con la Chiesa cattolica, adempiendo a quello che aveva scritto anni prima: ‘Il cattolicesimo e’ la sola religione in cui morirei’.

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